Venerdì 16 gennaio 2026

Venerdì 16 gennaio 2026

 


Ed eccoci all'ultimo giorno ... anche se per certi versi siamo un po' provati, il viaggio è volato, sembrano passati dieci minuti da che stavamo davanti al Life Tree BnB alle quattro del mattino disperando che ci aprissero, e siamo di nuovo qui, ma pronti a ripartire. 


Ci resta un'ultima giornata pieno a Delhi, e abbiamo convenuto di passarla con Shivam, la giovane guida del primo giorno, quello che ci ha iniziati alla TROKA del masala chai. Ci siamo sentiti ieri sera per confermare e alle nove siamo pronti a partire per chiudere il nostro viaggio salutando la capitale. 


Gli chiediamo di tornare al Qutb Minar che abbiamo visto senza guida e la scelta è azzeccatissima: c'è il sole, pochissima gente e con qualcuno che ti spiega cosa vedi è tutta un'altra cosa.



















































Stesso discorso per il Lotus Temple, anche questo molto meno affollato, ce lo godiamo decisamente meglio. Poi ammettiamolo ... dopo due settimane così dense, così intense, così faticose - non abbiamo più vent'anni, e neanche quaranta, ragazzi se si sente, anche da sorda :megalol: - un po' di disimpegno ci sta, vedere cose già viste ci sta, chiacchierare con leggerezza con il nostro giovane guru ci sta. 


 
























Mentre stiamo andando al Mausoleo di Gandhi purtroppo il povero Pappu, dopo 20 anni a Delhi senza un incidente, ha un brutto incontro con il posteriore di un camion su una rotonda infernale (okay, a Delhi di paradisiache non ce ne sono :wink2:) ... 3500 rupie per il fanale e una brutta botta al paraurti. Mi aspettavo una sosta lunga e faticosa per dirimere, invece lui e l'autista del camion se la sbrigano in due minuti, forse si sono scambiati i numeri. Pappu dice che con l'assicurazione va troppo lunga e cambierà il pezzo da solo. 

Dopo un breve consiglio di famiglia, di comune accordo gli proponiamo di portarci al b&b subito dopo pranzo in modo da avere più tempo per fare il lavoro prima di portarci in aeroporto e Pappu accetta sollevato. 

Tappa al Mausoleo di Gandhi, il Raj Ghat, che sorge sul luogo della cremazione. E' un posto semplice e bellissimo, che trasmette pace: c'è una piattaforma quadrata di marmo nero, circondata da un parco curato e silenzioso. Sulla pietra sono incise le parole «He Ram» (Oh Dio), considerate le sue ultime parole prima di morire, e una fiamma perpetua arde in suo ricordo. Ammetto che Gandhi non è una figura che mi affascini particolarmente, non sono attratta dai religiosi, dai mistici e dalla spiritualità, sono una bestiaccia cattiva e concreta e mi sono emozionata mille volte di più di fronte alla tomba di Winston, ma sono contenta che siamo passati anche di qui, è davvero la giusta conclusione per il nostro (primo?) viaggio nel Subcontinente. 















Mentre torniamo all'auto Shivam ci dice che siamo davvero brave persone, che non gli capita quasi mai di trovare turisti che lo considerino e lo trattino alla pari, e che ha apprezzato moltissimo che abbiamo deciso di saltare la visita al Birla Mandir per permettere a Pappu di gestire con calma la sistemazione dell'auto ... gli diciamo che visto il traffico di Delhi ci sembra una cattiveria fargli perdere quelle che potrebbero essere tre ore preziose per sistemare tutto, e rassicuriamo entrambi che al Pappu dell'agenzia non diremo nulla della piccola defaillance del Pappu dell'auto, e poi non preoccupatevi, il Birla Mandir lo abbiamo visto il primo giorno!

Shivam sgrana gli occhi, anche quello abbiamo fatto il primo giorno, dopo una notte in volo e stravolti dal fuso, caspita, che fighi che siamo, ciò! :dance3: Ringalluzziti e gongolanti ce ne andiamo a pranzo in un ristorante fighetto a Connaught Place, che come tutti i posti fighetti non ci entusiasma troppo e dove tiriamo lunghissimo il pasto perché abbiamo visto che come finiamo l'ultimo boccone Shivam smette immediatamente di mangiare e non c'è verso di convincerlo a finire. Ne ha fatti di danni l'uomo bianco ... 

Dopo pranzo via subito verso il B&B, lasciamo liberi i nostri compagni di giornata e passiamo un rilassante pomeriggio pigrottissimo in attesa che Pappu venga a recuperarci alle 23.30 per portarci all'aeroporto. 

Cena dal nostro afghano di fiducia che ci stende il tappeto rosso - in quattro cene qui non abbiamo visto un altro europeo manco a pagare, e gli avventori locali non lasciano mance :megalol: - e poi diamo un'ultima sistemata alle valigie e siamo pronti a salutare Nonnasantina e il suo luminoso ostello 









Verona rules the world 




Fa concorrenza a Las Khivas, siamo molto soddisfatti!






La folla presente in aeroporto a quest'ora è impressionante e i controlli sono veramente deliranti, a un certo punto ci guardiamo e ci diciamo che abbiamo finalmente trovato un buon motivo per non tornare, ci mettiamo un'eternità e quando finalmente ce la facciamo la coda estenuante per entrare alla lounge ci spinge a desistere, tanto ormai manca solo un'ora al volo. 

Volo che farà una lunga deviazione su Pakistan e Afghanistan per non passare sopra a Teheran, al contrario dell'andata, sinistro presagio di quel che sarebbe successo un mese e mezzo dopo ... ma che ci riporta finalmente dalle nostre bestiaccine incazzose, che ci accolgono con una raffica di MIAO che ci sprofonda nel rimorso e nella vergogna. Promettiamo seduta stante di non ripartire più almeno fino alla prossima volta :megalol:

Passa qualche giorno, comincio a sviluppare le foto ... Paolo ... Paolo! PAOLO! Manca un pezzo di India! Non trovo le foto del Birla Mandir! Né sulla reflex, né sul cellulare, né su WhatsApp. Ho perso il Birla Mandir! Caxxo, caxxo, CAXXO!!!

Paolo è sorpreso, cerchiamo di ricordare se ho cambiato scheda, non ci spieghiamo cosa possa essere successo, per fortuna ci sono le sue ... caxxo, caxxo, CAXXO! sono sparite anche le mie, non le ho neanche sul cellulare, ma non è possibile, ci siamo anche fatti un selfie, la reflex ce l'avevamo sicuro, era già buio e ricordo benissimo che abbiamo messo le impostazioni notturne. 

Ricerche frenetiche, ipotesi fantascientifiche, chiamiamo Piero Angela, Mulder e Scully, Giacobbo, chiamiamo Maga Magò, le nostre foto sono finite in un Triangolo delle Bermuda digitale, siamo avviliti, depressi e anche un po' incazzati. 

Ma ... ma la calma è la virtù dei forti, e con tutta quella che riusciamo a mettere insieme nei giorni successivi si prosegue con la sistemazione delle foto e del diario. E puff! Il Triangolo restituisce il maltolto ... lo splendido, candido tempio, luminoso sullo sfondo della notte, commovente nella sua bellezza un po' algida, splendente tra le luci della città ... sì, la città di Jaipur! :eek:

E così, nominata PIRLA MANDIR la divinità tutelare del nostro viaggio, possiamo dichiarare conclusa questa avventura, davvero splendida, il viaggio con il rapporto aspettative/realtà più sbilanciato in assoluto, a pari merito col Giappone ... solo che il Giappone ci ha sorpresi al contrario :grin:

Conclusa? chissà ... stamattina, domenica 31 maggio, ho beccato il consorte in animata conversazione con Gemini, stavano parlando di un itinerario di due settimane in Gujarat. Che dite, devo preoccuparmi? :megalol:

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