Pandino Express: India edition!

Tanto tempo fa, in una Quarta B delle elementari Bartolomeo Giuliari lontana lontana, giunsero una mattina due baldi ventenni armati di diapositive, per regalare ai poveri alunni un paio d'ore di vacanza dalle lezioni della Terribile Signorina Zuccon e una borsa piena di sogni 







Una tra quei bimbi rimase totalmente affascinata dalle immagini e dai racconti dei due giovani, da poco tornati da un viaggio in India zaino in spalla ... era il 1984, il mondo era molto più grande e più lontano di quanto non sia oggi, non sapevamo bene come fare a sognare la libertà e i Paesi lontani, ma quel giorno ho cominciato a impararlo. L'India di allora, un'India che credo oggi non esista più, mi aveva colpita al cuore, anche se dietro le foto bellissime si vedeva la miseria, la sporcizia, la povertà ... si vedevano anche colori, sorrisi, occhi grandi e luminosi, e l'avventura che quei ragazzi ci hanno regalato è rimasta scolpita nel mio cuore. 




L'India è l'argomento della tesina che ho scelto per l'esame di quinta elementare, è tornata in quello di terza media, è rimasta nei sogni, e il Taj Mahal era l'unica casella della lista dei Sogni Grandi che mi era rimasta da spuntare (ma ho tanti di quei Sogni Medi e Piccoli che non me ne facevo un cruccio) :wink2:





Il baldo ex giovane che ho tardivamente ma meticolosamente incastrato :grin: mi ha detto due cose, quando abbiamo iniziato a chiacchierare: uno, ammé l'Africa mi ispira gnente, e due, io in India manco morto. Vabbè, mi son detta, peggio per lui, mica me lo devo sposare :megalol:

Come sia finita lo sappiamo, vero? Ma io sono magnanima, e visto che a ogni documentario sull'Africa ormai esso piange, per me la missione era compiuta, e l'India poteva restare nel cassetto. Quella di Paolo, di missione, lui non la riteneva invece ancora perfezionata: ogni mio desiderio è un ordine, che io lo esprima o meno ... e visto che sapeva della mia casella da spuntare, improvvisamente nel gennaio 2025 ha deciso che il prossimo volo lo avremmo prenotato per Delhi (Francia e UK erano già pronte, mancava solo di partire) e si è messo a tempestare mezzo subcontinente con richieste di preventivi per il Rajasthan ... sono una donna molto fortunata :inlove2:





E devo davvero ringraziarlo, perché l'iniziativa da me non sarebbe mai partita, e avremmo perso molto: siamo partiti con una valigia piena di amuchina e pregiudizi ... l'amuchina l'abbiamo usata, ma neanche poi tanto, dei pregiudizi abbiamo visto che non avremmo saputo che farci quindi li abbiamo lasciati tutti laggiù ... se è vero che viaggiare apre la mente, questa nostra ultima avventura ne è la dimostrazione più lampante.





Ci aspettavamo scene di miseria apocalittica (ma è più dura in Madagascar), ci aspettavamo una sporcizia spaventosa ovunque (ma abbiamo trovato tutti gli hotel tranne uno lindi e puliti, tutti i posti dove abbiamo mangiato assolutamente accettabili, più o meno tutti i bagni messi meglio di quelli dei nostri autogrill). Ci aspettavamo un traffico mortale (ma è MOLTO peggio di quanto potessimo immaginare :megalol:), e un inquinamento spaventoso (ma non quanto lo è nella realtà). Ci aspettavamo infine un magnifico Taj Mahal e una serie di immagini piacevoli da portarci a casa, ma siamo stati letteralmente presi a schiaffi da una bellezza a cui eravamo totalmente impreparati.





Non è un viaggio facile come gli USA, non è un viaggio "pulito" come il Giappone, non è un viaggio che ti rompe il cuore come l'Africa (ma ci va molto vicino) ... eppure ci siamo trovati dopo appena tre giorni a chiederci quale potrebbe essere la prossima tappa, e a fantasticare sul Gujarat e sul Kerala. Non so se ci torneremo sul seroi, ma se siamo certi di non rivedere il Giappone, le possibilità per l'India sono tra alte ed altissime, salute ed età permettendo :)





Dopo la prosa, un po' di poesia: abbiamo trovato delizioso il cibo, ovunque, anche se dopo sedici giorni di curry un po' il petto di pollo ai ferri fa gola. Nessun problema di salute, neanche un ca****ino piccolo piccolo o un pizzico di acidità di stomaco. Acqua in bottiglia per lavarsi i denti e ai pasti, niente verdure crude, niente frutta già sbucciata in giro ... insomma, niente più della normale attenzione che ci siamo abituati a prestare in Africa. Amuchina sulle mani prima di mangiare, ma più per precauzione che per necessità, e salviette umidificate per quando si va in bagno in giro perché qualche rara volta non abbiamo trovato carta igienica. Tutta la puzza che pensavo di trovare se ne è andata da qualche altra parte, spesso c'era profumo di incenso o di sapone soprattutto vicino ai templi. Lato topi, la metro di New York per me batte il Rajasthan cinque a uno, mentre Paolo è stato fortunato e ne ha visti un paio in più mentre io ero in bagno (sì, anche in India mi scappa sempre la pipì) :grin:


(la famosa saggezza ayurvedica :megalol:)



La gente è curiosa, simpatica, disponibile, sono tutti gentili e pronti a darti una mano anche quando non ne hai bisogno. E' il paradiso di Paolo perché puoi contrattare per qualsiasi cosa (meno male che non gli è venuto in mente che poteva provare a vendermi ... :megalol:) , è uno dei pochissimi posti al mondo dove viaggiare è ancora economico, per cenare abbiamo speso dai 5 ai 22 euro in due, ma solo perché andavamo rigorosamente in posti "per turisti" altrimenti ce la saremmo cavata con meno. Pochi souvenir e niente cinesate, al massimo qualche indianata, più o meno tutto a buon mercato. 





I lati negativi per me sono principalmente due: la spazzatura onnipresente, c'è plastica dappertutto e spesso le strade secondarie sono tenute piuttosto male, e il fatto che di donne al lavoro ne abbiamo contate quattro. Per il resto niente: i camerieri, i receptionist, le guide, i negozianti, i tassisti (tranne due a Udaipur), i proprietari dei chioschetti di street food ... tutti rigorosamente uomini. Un po' poco, per la quarta economia del mondo. 






Se ne esce sopraffatti, l'India è un casino e ti travolge con i rumori, il traffico, i clacson, i profumi, il cibo, la spazzatura, la gente ... il giorno dopo il rientro siamo andati a fare un giro in Piazza Navona, in guerra con il jet lag, e non facevo che ripetere: oh, com'è silenziosa Roma! com'è pulita Roma! com'è poco trafficata Roma! 
Ma dopo un paio di giorni di decompressione ti prende la nostalgia :)





Dopo tutte queste ciance inutili lascio la parola a Paolo per i dettagli pratici, perché è più bravo e meno pigro di me in materia e poi ... si parte con il racconto. In un forum di appassionati USA l'India ci azzecca poco, ma ... si viaggia anche così, e qui viaggiare piace a tutti, no? Concludo con una nota di ESTREMO ORGOGLIO VERONESE :dance3:


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