Mercoledì 14 gennaio - Jaisalmer

14 gennaio

Giornata dedicata alla visita della città, questa volta è Imran a farci da guida, naturalmente uomo, con 2 occhi di un colore assurdo, tra il grigio e il verde. 

Cominciamo dal lago artificiale che fino al 1965 è stata l'unica fonte d'acqua della città, finché il governo del Rajasthan non ha aperto il Rajasthan Canal, altrimenti conosciuto come Indira Gandhi Canal, che scorre per 682 km portando l'acqua fino a Jaisalmer. Qui l'acqua corrente nelle case è arrivata nel 1985, ma prima di allora gli abitanti venivano fino al lago per prendere l'acqua di cui avevano bisogno.
Il laghetto ha un paio di costruzioni ad ombrello riservate al re ma le coste sono aperte a tutti. 





Bella la storia del Tilon ki pol, un palazzo costruito da una famosa "ballerina" del XIV secolo che usava i suoi guadagni per aiutare i poveri. La forma a cancello irritò molto i cittadini che si lamentarono col re, il quale diede ordine di abbatterlo... Tilon allora fece costruire un Tempio Vishnu nel punto più alto, evitando l'abbattimento, ma da allora i membri della famiglia reale non passano più lì sotto! 




Proseguiamo per il Forte, che è l'unico forte abitato del Rajasthan, circa 6000 persone abitano ancora qui, tra i vicoli stretti della città vecchia. Tutto qui è costruito con l'arenaria gialla, che dà il soprannome a questa città, Golden City.





Nemmeno qui sfuggiamo (o meglio, Barbara non sfugge) ad innumerevoli richieste di foto, con le bimbette che sorridono quando scatto!

Case, palazzi e fortificazioni hanno questo colore dorato caldo, che diventa incredibile verso il pomeriggio. Visitiamo le haveli più famose, visitiamo i soliti negozi (e riusciamo a non comprare nulla 3 volte su 4) e pranziamo su uno dei tetti, con vista sull'haveli Patwon-ki, un complesso di 5 haveli unite, costruite nell'arco di 60 anni da una famiglia di commercianti. Al momento della partizione, nel 1948, le rotte di commercio terrestri si interruppero e i commerci si spostarono a Bombay via mare. Le haveli conobbero 30 anni di abbandono, solo nel '78 vennero parzialmente acquistate dal governo per preservarle, le altre acquistate da privati, una è un piccolo museo e le altre 2 sono abitate. 




Le strade sono piene di gente, piene di piccoli negozi coloratissimi, con i commessi che parlano tutte le lingue più una e che hanno sempre qualcosa da offrire che il vicino non ha, ormai siamo pratici, abbiamo comprato tutto il comprabile e riusciamo a schivare anche i più insistenti!
Il complesso dei templi all'interno del forte è la cosa più incredibile per la qualità e la quantità di decorazioni, sarebbe vietato fotografare, ma basta lasciare una mancia e si può scattare come se non ci fosse un domani... pecunia non olet, diceva il nostro Vespasiano, ma si vede che un po' di soldi non fanno schifo nemmeno qui! Addirittura c'è il santone che ti aiuta a pregare, naturalmente previa offerta!











Bella anche la storia della Nathmalji Haveli commissionata dal I° ministro di Jaisalmer che la fece decorare da 2 fratelli, che per dimostrare la loro bravura, la divisero in 2 metà e fecero delle decorazioni leggermente diverse tra loro.

















Mentre aspettiamo di entrare in una delle haveli, veniamo coinvolti nello spettacolo di un giovane mago, che con grande maestria fa apparire e scomparire monete, accompagnato da uno stuolo di ragazzini urlanti! In questo caso la mancia è più che meritata, il giovane mago ha una carriera davanti a se, se non altro perché è un paraculo da competizione!





Terminato il giro, ci spostiamo nei cenotafi reali, poco fuori città. Qui si svolgono ancora le cremazioni dei reali ed è compito dei nipoti costruire il monumento per il nonno. 

Nella tomba sono ricordate anche mogli e concubine del regnante, che alla sua morte, seguendo la pratica del Sati si immolavano, più o meno volontariamente, sulla pira funebre del marito defunto.







Più mogli e più concubine c'erano, maggiore era l'importanza del defunto...

Torniamo in città e ci facciamo lasciare sotto il forte per vedercelo per conto nostro, alla ricerca della cottolona per Barbara! 
Ma prima, ci vediamo la Ba-Ri haveli, una piccola residenza diventata un museo di famiglia, con alcuni ambienti ben conservati e una raccolta di cimeli e ricordi di famiglia. 





La caccia alla cottolona inizia, ne troviamo una bella, ma è un pantalone, compare lei, l'eletta, blu e ricamata come desiderato, prezzo iniziale 2500... no, 600... il minimo è 1800, no, 650, va bene 1200, no 700... "così mi tagli la gola"... 900... facciamo a metà, 800... E alla fine, la spunto io, il re delle trattative!!! 
Certo, parlando con l'autista sicuramente scopriremmo di averla pagata almeno il doppio di quanto vale, ma visti i prezzi, possiamo essere contenti.



Torniamo in hotel col tuc tuc, la città è piccola, poche emozioni forti, ci gustiamo una lemon soda sour sulla terrazza dell'hotel nella luce dorata del tramonto.

Cena in hotel, la giornata è stata abbastanza impegnativa, quattro chiacchiere e nanna!!!

Commenti

Post più popolari