Sabato 10 gennaio 2026 - Udaipur

Sabato 10 gennaio 2026 - Udaipur

Dopo l'ottima colazione, alle 9 in punto arriva Divyanshu, la nostra guida di oggi. Ha 25 anni, studia economia e non gli piace fare il bancario, preferisce fare la guida! Parla un buon inglese, ma veloce, è un casino stargli dietro, ma è bravo e ci racconta un sacco di aneddoti, senza abbellire con dettagli inutili.



Ci racconta che questi disegni sui muri indicano la casa dove si è festeggiato un matrimonio, si trovano sia sulla casa dello sposo che su quella della sposa con la data di matrimonio. Quasi ovunque è rappresentato Ganesh, sempre accompagnato da Mushika, il suo topolino.

La prima tappa è lo Jagdish Temple, dove lui fa il volontario durante i festival. Stamattina la nebbia è ancora fitta, ma i pinnacoli del tempio che sfumano nel cielo sono fantastici. 


Lord Shiva

Ci descrive la cerimonia, la preghiera, le pareti scolpite all'esterno: la fascia più bassa rappresenta gli inferi, con demoni che sembrano gatti, sopra la vita terrena con le attività dell'umanità, sopra ancora tutti i desideri e i bisogni, per poi arrivare alle divinità, che svettano verso il cielo.



Sì, se ve lo state chiedendo, tra i desideri terreni c'è anche il sesso, parecchie delle figure trombano allegramente!


Il giorno della festa un monaco si arrampica, a piedi nudi e senza nessun DPI, in cima alla guglia più alta per esporre la bandiera... non è il lavoro per me e tantomeno per Barbara!!!

Terminato il giro, andiamo verso il City Palace, la residenza del re di Udaipur, un palazzo sfarzoso costruito lungo 22 generazioni di regnanti con aggiunte e abbellimenti che lo rendono vario e interessante!




Come sempre Ganesh ci accoglie all'ingresso





Ci racconta del re Pratap e del suo cavallo Chetak che gli salvò la vita durante una battaglia; nonostante fosse ferito ad una zampa, portò il re in salvo. Chetak è celebrato ovunque, quadri, sculture, incisioni. Il re era una macchina da guerra, aveva perso una mano, un orecchio, aveva una gamba deforme per le ferite... l'occhio invece glielo aveva cavato il fratello, geloso del suo potere, quando si dice "Parenti Serpenti".



Il palazzo copre completamente una collina, con giardini e piazzali alberati per tutta la sua altezza, tra pareti di marmo e stanze completamente in specchi e vetri di provenienza europea, non osiamo immaginare quanto possano essere costati all'epoca! 





Vishnu in groppa a Garuda, la sua aquila 




Poco prima di uscire, andiamo letteralmente in brodo di giuggiole quando troviamo una lettera firmata da Giorgio VI, il padre della Betty, che conferisce un incarico al Maharajah di Udaipur!

Visto che la specialità del posto è la pittura, ci tocca la visita ad uno studio, dove approfittano per completare i regalini, comprando una serie di cartoline viaggiate su cui è stata dipinta una piccola scena dai libri sacri e un piccolo quadretto per noi, con rappresentati gli animali simbolo del Rajasthan, cammello, elefante, tigre e cavallo. 


Ci dirigiamo verso Saheliyon-ki-Bari, un giardino con fontane in ghisa importate da Liverpool e destinato alle mogli del re e alle ancelle, dove gli uomini non potevano accedere e le donne erano libere di fare quello che volevano. 







Naturalmente, anche qui Barbara è l'attrazione del giorno... selfie, richieste di foto con i bambini, se controlliamo l'instagram indiano, lei c'è di sicuro!

Si è fatta l'ora di pranzo e troviamo il miglior pranzo finora, per 1600 rupie mangiamo divinamente al 1559 A.D..


Sazi e soddisfatti, torniamo verso il City Palace, dove alle 15 ci aspetta la crociera sul Lake Pichola con sbarco al Jagmandir Palace, l'equivalente maschile del giardino, un palazzo del piacere per il re, uno scannatoio in pratica! 

È un'isola dalla quale si gode la vista della città vecchia, un palazzo che è tra quelli indicati come ispirazione al Taj Mahal... in effetti qui è vissuto Shah Jahan, in fuga dal padre Jahangir che voleva eliminarlo... parenti serpenti...














L'isola è un'oasi di pace in mezzo al lago, vista la foschia, rinunciamo al tramonto per tornare in città, salutiamo Divyanshu e ci facciamo un giro al Gangaur Ghat, dove troviamo altre coppie intente a fare il servizio fotografico, alcuni sono abbigliati un po' sopra le righe, con tanto di scimitarra!




Mi viene in mente che Barbara avrebbe voluto fare un massaggio, è un po' tardi, ma ci danno appuntamento per le 18:45... la piccola indiana smonta e rimonta Barbara manco fosse un Lego, che esce un'ora dopo, soddisfatta! 

Cena al rooftop ieri, oggi ci sono parecchi fuochi artificiali intorno, è la stagione dei matrimoni! A proposito, cena ottima, 2200 rupie, mancia inclusa.




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