Domenica 11 gennaio 2026
Senso del tempo completamente perso, mi dicono sia domenica. Oggi sarà una giornata di lungo e puro trasferimento, partiamo alle 9 da Udaipur dopo un' ottima omelette al formaggio e arriviamo a Jodhpur alle sette di sera passate. In mezzo, il secondo topone del viaggio - la metro di NYC è ancora saldamente in testa - che però vede solo Paolo, perché io sto facendo la meritata pipì in un bagno finalmente simil Africa, dopo aver preso il masala chai in un posto non al di sopra di ogni sospetto (ma stiamo bene, quindi OK).
Dice il programma: RANAKPUR JAIN TEMPLE
Dice Google Maps: 62 km da Udaipur
Misteriosamente Prakash riesce a metterci 5 ore, facciamo
un giro incomprensibile e arriviamo alle 14, ovviamente digiuni, ma prima di mangiare bisogna visitare
il tempio che poi chiude!!! A parziale consolazione, la costruzione principale del
complesso è semplicemente straordinaria.
C'è un gruppo di scolarette che mi fissa, quando le saluto esplodono i sorrisi, vorrebbero una foto ma l'inflessibile guardiano dice no, nel tempio niente foto personali, solo artistiche ... sono sicura che gli dei non se la prenderebbero, più artistico dei sorrisi felici di queste ragazzine c'è poco al mondo.















Finalmente pappa, all'alba delle tre: aloo ripiene e lenticchie, tutto buonissimo.
Da qui in poi solo strada, quasi quattro ore alla fine. Jodhpur a prima vista sembra ricca, ci sono un sacco di locali e negozi dall’aria occidentale e costosa, mescolati alla solita varia umanità e ai banchetti improvvisati di street food.
Arriviamo in hotel che è già buio, la stanza è grande come il nostro appartamento e il bagno può fare
da box, ed è tutto pulito e profumato. La cena viene servita all’aperto, e ci accomodiamo a fianco di un
braciere dove scoppiettano i ciocchi, che meraviglia, torno bambina, a quando “aiutavo” il nonno a
cuocere il pollo sul caminetto e me ne restavo incantata per ore a guardare le fiamme guizzanti.
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