05/08/2015 - Las Vegas - La versione di Barbara

MERCOLEDI’ 5 AGOSTO 2015 - LAS VEGAS

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Frase del giorno: FATTO COSE, VISTO GENTE ...


Allora. Oggi ho fatto 18 (diciotto) foto, una più brutta dell’altra. Una caporetto! Vabbé, prendetelo per un racconto breve invece del solito romanzo a fumetti , e smettetela subito con i sospiri di sollievo


La seduta di pigrotting estremo si risolve nell’uscita dall’hotel poco dopo le nove, docciati e profumati. A poltrire fino a mezzogiorno son proprio negata. Per prepararmi al momento più temuto della vacanza – oddio, lo scioppin all’autlet – Paolo mi porta a colazione: dopo ricerche disperate e disperanti su Gugol abbiamo scoperto che i due bar dove possiamo consumare il buono da nove dollari a testa sono al Bally’s, e ci avviamo fiduciosi. I due hotel sono collegati da una galleria (almeno credo, qua l’è tuto un gran casin) ma Paolo ha voglia di una cicca e così passiamo da fuori, fa già caldone, ma sopportabile.


Quando arriviamo al casinò, dopo una lunga passeggiata, ci facciamo indicare dove sono, il primo lo troviamo subito ma non ci ispira troppo e per il secondo … beh, giuro che non esagero: abbiamo vagato come disperati per quaranta minuti, di sopra, di sotto, di lato, abbiamo chiesto ai croupier, alle donne delle pulizie, ai topi dell’hotel e ai commessi di tutti i negozi, io ci ho fame e tra poco svengo, e rivedo il film della mia gita da Macy’s nell’ottobre scorso … come non uscirmene con lo stesso entusiastico CAXXO, CAXXO, CAXXO, FATEMI USCIRE DI QUIIIIII? Paolo è felice e soddisfatto: lo aveva predetto lui che sarei sbottata!

Dopo un po’ troviamo anche il bar, che ovviamente è davanti all’entrata e non so come abbiamo potuto perdercelo prima, e sono felice e soddisfatta anch’io … se magna! Un enorme muffin e un cappuccino, ok, non sarà una colazione sontuosa e non è nemmeno economica, ma va benone.

Ce la caviamo verso le undici, e andiamo finalmente a prendere la macchina … prima dell’outlet però ci fermiamo da Fed-Ex: c’è un pacco che aspetta Paolo, che lo ritira illuminandosi come un albero di Natale … 10/24! Gongolo anch’io, per una settimana farò mio l’11/16, che alla fine per una principiante come me è fin troppo … ma visto che Paolo è un generoso, perché no?

E alla fine il mio incubo si materializza: molliamo la macchina all’ultimo piano di un parcheggio di sei, strapieno, e ci tuffiamo nei negozi. Per fortuna partiamo con il Disney Store, così mi abituo gradualmente … uno Stitch per Sara e uno per Asia, un Saettino McQueen per Federico, una t-shirt di Brontolo per Stefania che non è una nipotina, anzi è più grande di me ma io ci voio tanto bene, e poi una maglietta di Topolino per me, regalo di Paolo che acconsente con entusiasmo persino eccessivo a controllare se va bene il girotetta così non mi tocca provarla … io ooooodio provarmi i vestiti

Travolta dalle sorprendenti capacità di Paolo con questo metodo di misurazione finirò per comprarmi anche due Lacoste e due magliette Levi’s con lo stesso sistema: evviva, basta sciopping per due o tre estati! Purtroppo i jeans li devo provare, non posso fidarmi della tattica giroculone, ma per 19 dollari al paio posso fare sto sacrificio: anzi guarda, ne prendo tre tutti uguali così ne provo solo uno. Uhm … l’ho già detto da qualche parte che sono vanitosa e femminile, vero?

Resistiamo più di due ore, nonostante il caldo, tra uno smoothie buonissimo pagato come oro – Las Vegas è tutta cara impestata, del resto, outlet escluso – e una doccia sotto i getti vaporizzatori, grandiosa invenzione. Non ricordo mai se questo sia il sud o il nord, è quello all’aperto, e nonostante il caldo fotonico abbiamo deciso di venire qui perché c’è anche Lacoste … in ogni caso per quanto lo shopping resti una delle cose che mi annoiano di più in assoluto, ammetto che vale la pena di spendere un po’ di tempo qui, nonostante il cambio non certo grandioso i prezzi sono davvero buoni anche se Paolo sostiene che negli anni scorsi erano anche migliori. Io mi accontento

Carichi come asini – anche il panda ha fatto la sua parte – torniamo verso l’auto a deporre la soma e poi torniamo verso la Strip, diretti al Mandalay. In auto direttamente al parcheggio dell’hotel, naturalmente … convengo di cuore con chi dice che le distanze ingannano l’occhio, con questo caldo tremendo poi anche se sono una buona camminatrice vado ko nel giro di poco. Dopo qualche chilometro nella hall (aria condizionata, ti ho sempre odiata ma oggi ti amo con tutta me stessa) cambiamo i voucher di MyVegas con i biglietti per l’Acquario, e gli obiettivi con altri obiettivi più ciccioni … ma 18/105 o 11/16 che abbia sulla D90, fotografare dietro un vetro e con le luci riflesse non mi riesce granché bene e soprassiedo quasi subito. L’Acquario visto gratis è carino, ma ci troviamo d’accordo nel ritenere che non valga i 18 dollari del prezzo pieno … non dopo aver visto quello di Londra o ancora meglio l’Oceanario di Lisbona. Da quando sono stata in Africa non riesco più a vedere un animale in gabbia – già gli zoo non mi piacevano tanto nemmeno prima – ma i pesci, lo dico con candida crudeltà, non mi fanno lo stesso effetto, ed ho una insana attrazione per le vasche dove nuotano questi cosi colorati ed eleganti, e vado pazza per le meduse … quindi anche se non sono entusiasta, apprezzo la visita, e indovinate? la cosa che mi piace di più è la vasca tattile, anche se sti strxxxi di pesci sono poco collaborativi riesco ad avere un viscido tête a tête con un paio di razze

Veder nuotare incessantemente mette fame, e dopo l’acquario ci dedichiamo coscienziosamente a placarla: Nathan’s? Nathan’s! Hot dog? Ci sto. Cipolla? ma che domande sono? Mi impiastriccio come un bebé con senape e ketchup e sweet relish e finalmente soddisfatta e sbrodolata torno al Paris con il mio pandone per dieci minuti di relax, non prima di aver preso la Grandiosa Cantonata Quotidiana: che strano Pa, c’è un ufficio delle pompe funebri al Mandalay … Babi, guarda che quella è la Wedding Chapel!
Ehm. Ok. Ma certo. E con questo credo che l’idea di sposarci qui sia definitivamente tramontata, tanto più che per me non era nemmeno sorta

E’ già il tardo pomeriggio e di comune accordo decidiamo di rinunciare alla Fremont e fare un giro negli hotel qui vicino che ancora non ho visto, per poi mangiare un boccone e andare a nanna, visto che domani abbiamo intenzione di partire presto e dobbiamo anche passare da Walmart per il telo sottotenda e un po’ di provviste per le prossime quattro – crediamo noi – notti in campeggio.

Prima tappa al Venetian, ma quanto è lontano? ci fermiamo ad ammirare l’eruzione del vulcano al Mirage e poi arriviamo finalmente sotto il campanile … frequento quello vero da quand’ero bambina, quindi mi lascio andare a un sincero tanto di cappello, è bonsai ma imitato benissimo. Poi ci addentriamo tra i canali e arriviamo fino a Piazza-San-Marco-senza-San-Marco … girelliamo un po’ a caso, ammetto che non sono particolarmente colpita e che la cosa che ricordo meglio è la solita sete straziante che mi perseguita, credo di aver prosciugato le riserve di coca cola, acqua e limonata della città senza mai riuscire a placarla. Nel pomeriggio ho visto che al New York New York c’è Shake Shack, dove Paolo non è mai stato e di cui ho un gran bel ricordo dall’anno scorso, e la mia mozione per una cena lì è approvata all’istante. E’ lunga, ma meglio così, la passeggiata stimola l’appetito. Come se ne avessimo bisogno, ghghgh.

Mentre aspettiamo, mi chiedo … ma cosa posso scrivere nella pagina di diario di oggi? (infatti come vedete ho esercitato con passione il dono della sintesi che possiedo in gran copia ). Pronto ed efficace il suggerimento del mio panda preferito: stringi, no? FATTO COSE, VISTO GENTE ...

Amorosamente divisi a metà e divorati due hamburgeroni ciccionissimi e buoni come li rammentavo, io sarei anche pronta per il lettone a novantanove piazze vista Bellagio che da qualche parte lontanissimo esiste ancora, lo so … ma Paolo mi propone un salto da M&M’s e non resisto, adoro guardarlo quando torna bambino. Ok, *più* bambino

Tipo quelli che toccano tutto e fregano di nascosto i confetti dai tuboni distributori e ti fanno assaggiare quelli alle arachidi (bleah) e quelli alla menta (torno bambinissima di botto anch’io … gli After Eight! qualcuno se li ricorda?) … alla fine andiamo a svenire, non prima di aver incrementato la collezione di figurine sexy. Oggi doveva essere la giornata del cazzeggio e del riposo e sono molto più distrutta che dopo la salita alle Vernal: prima di nanna ho deciso per un bagno caldo, visto che a casa ho solo la doccia da anni e mi manca … Paolo mi ha trovata addormentata nella vasca dopo un quarto d’ora, non c’ho proprio il fisico!

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